La Radioestesia |
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Il Pendolo
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Il pendolo è lo strumento più in uso per praticare la Radioestesia, tecnica che era già utilizzata nell’antichità per comunicare con l’ignoto.
Etimologicamente la parola significa "percezione delle radiazioni".
La radioestesia quindi è la scienza mediante la quale si captano le irradiazioni che ogni corpo o sostanza immettono.
Tramite un corretto uso del pendolo o della bacchetta possiamo scoprire:la posizione, la natura, l’entità, la specie e la qualità di corpi o sostanze nascoste e la relativa influenza reciproca.
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Il pendolo è un ciondolo, che può essere creato con i materiali più disparati, la forma deve essere simile a un cono capovolto, o comunque con una punta sul basso.
Chiunque può praticare la radioestesia, si raccomanda di non fumare durante la pratica e di avere le mani ben pulite e senza aromi o profumi, si consiglia di lavarle abbondantemente con acqua per eliminare ogni residuo di sapone, ciò per non confondere le irradiazioni dell’oggetto o della persona da esaminare.
Il pendolo si adatta perfettamente ad ogni tipo di investigazione, per esempio si può conoscere il carattere di una persona, tramite un foglio sul quale è impressa la sua scrittura, se l’oscillazione del pendolo è rotatoria il carattere sarà affetto da attacchi d’ira, se oscilla perpendicolarmente si tratta di una persona buona, se cambia spesso il moto d’oscillazione vuol dire che siamo di fronte a una persona instabile e lunatica, con un carattere non ben definito. Possiamo inoltre scoprire il sesso dei figli che si avranno, o che una persona ha già avuto: questa pratica è molto diffusa, si prende la mano sinistra della persona e fermando sopra di esso il pendolo (le nostre nonne utilizzavano un ago) questo comincerà a oscillare, se il moto è perpendicolare il primo figlio sarà maschio, se oscillerà in senso rotatorio sarà una bambina, al momento in cui si conclude spontaneamente l’oscillazione si procede con la scoperta del sesso del secondo figlio e così via.
Se si desidera avere una risposta precisa, si o no, si pone la domanda e per una risposta positiva il giro avviene in senso orario e in quello antiorario per una risposta negativa.
Il pendolo ha reazioni diverse davanti a forme differenti quindi per la ricerca di una persona scomparsa è importante usarlo su una fotografia recente e che non sia passata attraverso troppe mani.
Se non dovesse avvenire nessun movimento, si imprime un leggero impulso. Presto esso si ferma da solo, poi inizia la rotazione che gli è propria.
La radioestesia è una tecnica divinatoria semplice e alla portata di tutti. Diversamente dalla cartomanzia, non richiede uno studio approfondito dei simbolismi, basta un buon testo per iniziare subito e con ottimi risultati.
Le applicazioni della radioestesia si suddividono in grandi linee nelle seguenti:
Scoperta di corsi d'acqua o di sorgenti sotterranee.
Accertamento di eventuali negatività della persona.
Accertamento di eventuali negatività dei luoghi.
Ritrovamento di persone, animali, cose.
Scoperta di giacimenti minerali come ferro, piombo, mercurio, argento, oro, rame, petrolio,metano, ecc...
Ricerche archeologiche.
Ricerche giudiziarie e poliziesche.
Metodo per sapere se un individuo scomparso è vivo o morto.
Si dice radioestesia quella facoltà che consentirebbe ad alcune persone di percepire radiazioni elettromagnetiche a mezzo di una bacchetta o di un pendolino. La bacchetta è utilizzata in particolare per trovare l’acqua (rabdomanzia), mentre il pendolino è utilizzato per diagnosticare una malattia, scegliere i medicinali, ritrovare oggetti o persone scomparse. Si può ricorrere a due metodi: quello «diretto», se il radioestesista si trova sul posto, oppure quello «indiretto», se il radioestesista si avvale di qualche strumento intermediario, come una carta geografica (nel caso in cui si cerchi di ritrovare una persona o un oggetto) o una fotografia (nel caso di una diagnosi). Spesso il pendolino viene utilizzato anche come strumento di predizione o di veggenza; infatti non è raro il caso in cui – per esempio – una donna consulti il radioestesista per conoscere l’uomo della sua vita o qualche cliente si affidi al pendolino per avere informazioni sulle qualità morali di una determinata persona.
Dal punto di vista storico, il ricorso alla radioestesia affonda le sue radici nella divinazione pagana, mentre il termine «radioestesista» deriva etimologicamente dal latino «radius» (= raggio) e dal greco «aisthesis» (= sensazione). Circa la natura di questo raggio o di queste radiazioni elettromagnetiche che il radioestesista sarebbe in grado di captare, ci si perde in mille congetture, senza peraltro giungere a nessuna conclusione scientificamente valida. Dunque, alla radioestesia in quanto tale, dal punto di vista scientifico, si possono muovere tre obiezioni: (1) l’esistenza delle radiazioni che i corpi su cui si indaga con la radioestesia emanerebbero non è dimostrata; (2) se vi fossero realmente queste radiazioni non si comprende perché la ricerca possa essere condotta – secondo il metodo «indiretto» – su una carta o su una fotografia; (3) pare che i movimenti del pendolo possano essere attribuiti nella gran parte a movimenti inconsci del polso dell’operatore. Yves Rocard, direttore del laboratorio di fisica alla Scuola Normale Superiore di Parigi dal 1945 al 1973, ha teorizzato una spiegazione della rabdomanzia in cui afferma che la vera origine del movimento della bacchetta del rabdomante è causata dall’eterogeneità geologica del terreno (corrispondente ad una faglia in cui l’acqua si infiltra) che crea un’anomalia magnetica. Il rabdomante, secondo Rocard, scopre solo accidentalmente l’acqua ed è invece sensibile all’anomalia magnetica derivante dalla diversa conformazione del sottosuolo, ma né l’acqua ricercata dal rabdomante né i corpi su cui indaga il pendolinista emettono radiazioni che possono essere captate.
Passando brevemente al versante spirituale della questione, qualche semplice constatazione porta facilmente a scorgere dietro la pratica della radioestesia un atteggiamento superstizioso, secondo il quale Dio, spesso confuso con una vaga «Energia», interverrebbe in maniera deterministica nella vita dell’uomo, facendogli rinunciare a valersi adeguatamente della propria intelligenza e libertà. E’ con questo spirito che il Santo Uffizio (ora Congregazione per la Dottrina della Fede) nel 1942 ha proibito ai religiosi l’uso del pendolo o della bacchetta per indagare su cose perdute o future. E’ passato ormai più di mezzo secolo, ma le caratteristiche superstiziose della radioestesia persistono o, piuttosto, dilagano.